Image Image Image Image Image
Scroll to Top

To Top

18

dic
2015

In Pensieri in libertà

Il pianto dei bambini rifugiati: ecco la foto dell’anno di Unicef

Dedicato a chi ha figli.... e a chi rivendica le "nostre" tradizioni cristiane

On 18, dic 2015 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

È il 21 agosto 2015. Centinaia di migranti cercano di forzare il cordone di sicurezza per entrare in Europa attraverso il posto di frontiera tra Grecia e Macedonia. La polizia usa bastoni e granate assordanti per cercare di bloccare il flusso di persone, raddoppia lo spessore del filo spinato. Ma i confini vengono sfondati e la maggior parte dei migranti riesce a dirigersi verso la stazione ferroviaria per andare verso la Serbia e, da lì, raggiungere l’Ungheria. In mezzo a quel caos ci sono due bambini in lacrime, persi tra la folla, separati da mamma e papà. Sul loro viso c’è tutta la disperazione di quei momenti. «Abbiamo bisogno di queste immagini, anche se a volte fanno parecchio male».

Unicef Deutschland ha premiato per la quindicesima volta a Berlino la «foto dell’anno», quella che più di altre è riuscita a documentare la terribile odissea delle migliaia di rifugiati e migranti vulnerabili, in particolare donne e bambini, che si sono trovati ammassati nella parte greca del confine in condizioni disumane.

A vincere il concorso internazionale è stato lo scatto del fotografo macedone Georgi Licovski dell’agenzia Epa. «È un’istantanea che descrive il dilemma dell’Europa e la responsabilità dell’Europa», ha spiegato Daniela Schadt, madrina dell’agenzia dell’Onu in difesa dei diritti dell’infanzia e compagna del presidente tedesco Joachim Gauck. «È uno scatto toccante, intelligente e incredibilmente forte», ha sottolineato. Ogni due secondi un bambino viene alla luce nel mezzo di un conflitto, spesso in circostanze spaventose e senza accesso a cure mediche. Nel 2015 – spiega Unicef – oltre 16 milioni di bambini sono nati in zone di conflitto – un bambino su otto tra tutti i bambini nati quest’anno nel mondo

(fonte: Il corriere della sera – a cura di Elmar Burchia; foto: Georgi Licovski/Epa)

<< indietro