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28

ago
2008

In Le mie pubblicazioni

Acqua azzurra, acqua cara…

On 28, ago 2008 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

LIVORNO. Si rinnovano periodicamente, nel nostro paese, gli appelli ad un consumo equilibrato, o meglio ancora sostenibile, della risorsa idrica. Specialmente in estate non c’è testata giornalistica che non si sottragga a fornire, con toni più o meno allarmanti, a seconda della fonte citata, dati e statistiche sull’utilizzo dell’acqua e sulla sua (prossima) scarsità. Per avere un’idea generale e condivisa a livello globale dei flussi si è studiato il concetto (o indicatore) di impronta idrica, che indica il fabbisogno di una nazione, gli stili di consumo dei suoi abitanti e come questi incidono sulle risorse idriche.

Secondo l’Unesco si tratta di un indicatore che in futuro potrebbe diventare rilevante per quanto riguarda lo studio dell’impatto del consumo umano sul sistema idrico naturale. Ma ovviamente non tutti i beni consumati in una nazione sono però prodotti all’interno di essa. Infatti esiste un’impronta idrica interna, data dal volume delle risorse idriche utilizzate per produrre beni e servizi destinati al mercato interno e una esterna che prende in considerazione la quantità di acqua utilizzata a produrre i beni importati. Non a caso al concetto di impronta idrica è strettamente legato quello di acqua virtuale, cioè la quantità di acqua necessaria a produrre un bene o un servizio. Lo studio di questo indicatore e soprattutto dei suoi flussi in entrata e in uscita ci può dare informazioni rilevanti a proposito della scarsità di acqua di una nazione e della sua autosufficienza o dipendenza idrica.

Secondo il rapporto Unesco “Water footprints of nations”, l’impronta idrica, relativa all’intero pianeta, risulta essere di 7.450 Gm3 annui con una media pro capite di 1240 m3 annui. Tra i vari paesi esistono però grossi divari: gli Usa hanno un’impronta idrica media pro capite di 2480 m3 all’anno mentre la Cina solo 700 m3. La “sete” di acqua della Toscana ammonta a circa 1 miliardo di metri cubi all’anno: il 45% per uso potabile, il 34% per l’industria, il 20% per l’agricoltura e l’1% per la zootecnia. I consumi sono in costante crescita. Nei 29.119 chilometri degli acquedotti toscani l’acqua proviene per il 47% da pozzi, per il 26% da sorgenti, per il 25% da corsi d’acqua e per il 2% da invasi. L’acqua fornita dal servizio idrico integrato è utilizzata al 67% per gli usi domestici e al 33% per altri usi, con un consumo idrico di 228 litri per abitante al giorno (contro una media nazionale di 215 litri). Secondo L’Arpat, facendo la somma di tutti i consumi di acqua, per uso civile, agricolo, zootecnico e industriale, in Toscana è come se ci fossero 12 milioni di abitanti anziché circa 3 milioni e mezzo, nonostante le tariffe più alte a livello nazionale (dopo la Puglia). E´ dunque importante che cresca la consapevolezza che l´acqua è un bene prezioso e non illimitato, da usare con attenzione e da risparmiare.

Basterebbe aprire il rubinetto solo quando è necessario; evitando di far scorrere inutilmente l’acqua, si può avere un risparmio superiore al 50%. Per una famiglia di tre persone è stato calcolato un risparmio di circa 4.500 litri. Oppure controllare che non vi siano perdite: un foro di un millimetro in una tubatura, può produrre in 24 ore la perdita di oltre 2000 litri di acqua. Per non parlare degli elettrodomestici, dato che per un ciclo di lavaggio a 30° una lavatrice consuma circa 80 litri di acqua; a 90° il consumo raddoppia, con un aumento sensibile del consumo di energia elettrica. Cercando di usare lavatrici e lavastoviglie sempre a pieno carico, si possono risparmiare fino a 8.200 litri all’anno. Invece con una doccia il consumo di acqua è mediamente di 50 litri: fare il bagno in una vasca di normali dimensioni comporta un consumo variabile tra 100 e 150 litri. Infine, con i frangigetto si riduce di circa la metà la fuoriuscita dell’acqua: agendo sulla cassetta di scarico del water con semplici sistemi (a rubinetto, a manovella o diversificato) che liberano a scelta 6 o 12 litri invece dei soliti 12, non sempre necessari, è possibile risparmiare giornalmente decine di litri di acqua. Non è quindi necessario stravolgere le nostre abitudini quotidiane per contenere la crisi idrica, basterebbe solo un diverso approccio mentale.

Aldo Ferretti

http://greenreport.it/web/archivio/show/id/15209

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