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22

ago
2008

In Le mie pubblicazioni

Lucart: meno fanghi di cartiera…ma anche meno carta riciclata?

On 22, ago 2008 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

LIVORNO. L’annosa questione della depurazione dei fanghi scaturiti dal processo di produzione della carta, soprattutto nel processo di riciclaggio, non si placa. I comitati di cittadini anti-inceneritore di Diecimo (proposto da Cartiera Lucchese), sono tornati all’attacco e brandendo i dati pubblicati nel rapporto ambientale 2007 del gruppo industriale lucchese, chiedono a gran voce all’azienda di ritirare il progetto di costruzione della centrale a biomasse. L’impianto proposto dalla Cartiera Lucchese prevede di bruciare le biomasse prodotte dal proprio ciclo di lavorazione (fanghi e scarti), che consentirebbe anche di ridurre la dipendenza energetica dello stabilimento di Diecimo. L’azienda non vuole stare sul banco degli imputati e rilancia la palla ai comitati, che fanno della difesa dell’ambiente (e della salute) il proprio cavallo di battaglia e mette sul piatto le proprie contro deduzioni. Nel ragionamento della Lucart è proprio il ruolo del riciclaggio della carta, che genera una grossa quantità di fanghi (per produrre 1 kg di carta riciclata si generano fino a mezzo chilo di fanghi) che induce la costruzione dell’inceneritore. Infatti come ricorda il presidente Massimo Pasquini «La costruzione di tale impianto permetterebbe di superare definitivamente le difficoltà nello smaltimento dei fanghi di cartiera, cioè il residuo della lavorazione del macero, mentre, in sua assenza, siamo stati costretti a ridurre sensibilmente il quantitativo di carta riciclata impiegato nei nostri stabilimenti».

Come dire, se non si costruisce l’impianto non possiamo più trattare la carta da macero e utilizziamo cellulosa vergine, quindi si rende inutile la raccolta differenziata, quindi si produce più rifiuti urbani, quindi più discariche… Inoltre se è pur vero che la cartiera di Diecimo ha ridotto notevolmente la produzione di fanghi (per cui i comitati non vedono la necessità di costruire una centrale a biomasse, ma che appunto significa aver prodotto più carta da cellulosa vergine), è anche vero che le “residue” 21.067 tonnellate prodotte nel 2007 da qualche parte devono essere smaltite, e di certo non può essere molto sostenibile la soluzione di allontanare il problema, cioè trasportarle altrove, in modo che qualcun altro se ne occupi (739 automezzi viaggianti nel solo 2007, dal 2003 al 2007 sono stati percorsi 3.400.000 km all’anno per smaltire i fanghi). Ma dove vanno a finire questi particolari rifiuti? Sempre secondo la dichiarazione ambientale 2007 della Cartiera Lucchese, il 53% viene riciclato nella produzione di laterizi e prodotti per l’edilizia, il 35% per il ripristino ambientale (cioè riempimento di cave e copertura di discariche), il 13% per il compostaggio. Solo che in ogni caso la maggior parte di questi rifiuti va a finire molto lontano, fuori regione e spesso addirittura all’estero, con notevoli costi economici e ambientali (l’inquinamento prodotto dai camion utilizzati per il trasporto).

Aldo Ferretti

http://greenreport.it/web/archivio/show/id/15141

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