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19

nov
2012

In Le mie pubblicazioni

Riciclare i mozziconi di sigarette? Fa bene all’ambiente, al Pil ed alla solidarietà

On 19, nov 2012 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

A Santa Fe, in New Mexico,  TerraCycle Inc e la Natural Tobacco Co., una filiale di Reynolds American Inc., il secondo più grande produttore mondiale di sigarette, stanno collaborando per riciclare i mozziconi di sigaretta in pellet e profilati  per fare oggetti come panchine, bancali e traversine ferroviarie.

Le “Cigarette Waste Brigates”  (strutture territoriali di TerraCycle, che è un’azienda e non una Onlus) stanno chiedendo ai cittadini di conservare e raccogliere i loro mozziconi, per inviarli alla società di riciclaggio attraverso un sistema di spedizione prepagato, gestito niente meno che dal colosso UPS, attraverso una rete di 398 “collection point” tra USA e Canada.
Il quantitativo minimo per ogni singola spedizione di rifiuti di sigaretta è fissato in una libbra (453,6 g) da inviare allo stabilimento di Trenton, New Jersey, per il quale il mittente riceverà 100 “punti TerraCycle”, che possono essere convertiti in una varietà di doni caritatevoli, o per il  pagamento di 1 centesimo per ogni punto in opere di beneficienza a scelta del consumatore-fumatore.
La società si impegna a riciclare i filtri per realizzare quindi una serie di elementi, sia profilati per uso industriale sia oggetti di uso domestico, tra cui, manco a dirlo, dei posacenere. Invece la carta e il tabacco saranno compostati. Ci sono voluti quasi due anni per sviluppare il processo per riciclare i mozziconi (composti da carta, tabacco, cenere e filtro di acetato di cellulosa).
Le “Brigate” accettano non solo i mozziconi ma anche il resto dei rifiuti legati alla sigarette: filtri per sigarette, sigarette, mozziconi di sigaro, imballaggi in plastica esterno al pacchetto, imballaggi profilo interno, carta di rotolamento, e cenere, mentre non accettano l’imballaggio di cartone del pacchetto di sigarette in quanto  si può riciclare attraverso il normale programma di raccolta differenziata della carta e cartone comunale. Ma ecco come funziona il servizio:

1. Bisogna raccogliere i rifiuti di sigaretta dai posaceneri e scaricarne il contenuto in un sacchetto di plastica richiudibile facendo ovviamente attenzione che le sigarette siano completamente spente. Non bisogna disperdere i rifiuti di sigaretta direttamente nella scatola di spedizione, e non usare sacchetti di carta per raccogliere i rifiuti.
2. Occorre poi scaricare un’etichetta di spedizione prepagata dal sito  www.terracycle.ca,  applicarla sulla scatola e spedirla a TerraCycle chiamando una delle 1800 filiali UPS sparse nel Nord America, che garantisce il ritiro  il giorno lavorativo successivo.
Ora bisogna dire che il sistema è veramente geniale: non solo la spedizione è gratuita (all’utente rimane in carico solo il costo della scatola di cartone e della busta di plastica al suo interno per sigillare il contenuto, comunque tutti oggetti che in una casa non mancano mai…) ma addirittura viene riconosciuto un bonus per donazioni caritatevoli, in modo da stimolare ulteriormente il senso civico (casomai quello prettamente ambientale non bastasse…).

L’importanza dell’iniziativa è sotto gli occhi di tutti se si pensa che i rifiuti delle sigarette rappresentano il 38% di tutta l’immondizia stradale degli Stati Uniti, secondo uno studio del 2009 condotto dall’organizzazione no-profit “Keep America Beautiful”, mentre  Il “Conservancy 2011 Ocean International Coastal Cleanup” ha identificato i mozziconi di sigaretta come l’elemento che rappresenta il 32% di tutti i detriti contati sulle spiagge americane.

Fin qui tutto ok. Ma c’è qualcosa che però non ci convince fino in fondo nei buoni propositi di Terracycle, almeno quando afferma che la parte organica dei mozziconi, cioè la carta e la cenere, verrà compostata. Questo ci sembra strano, a meno che gli americani per questo tipo di compostaggio non intendano il processo equivalente alla produzione della nostra FOS, cioè frazione organica stabilizzata da rifiuti indifferenziati, che non può essere utilizzata come ammendante agricolo ma come materiale da riporto per le coperture delle discariche o per altre limitate opere di recupero (esempio opere stradali).

Infatti Il tabacco contenuto nelle sigarette contiene più di 2500 composti chimici, in parte pesticidi utilizzati durante la fase di coltivazione e in parte additivi utilizzati durante la fase di lavorazione,  che arrivano a 4000 nel fumo della sigaretta, a seguito del processo di ossidazione,  di cui più di 60 sono cancerogeni. Secondo l’ISS – Istituto Superiore di Sanità, oltre agli analiti tradizionali (catrame, nicotina e monossido di carbonio) i principali costituenti del fumo di sigaretta, sono l’ammoniaca, le ammine aromatiche, gli Idrocarburi policiclici aromatici (benzo(a)pirene, il butadiene e il toluene, ecc.), l’acido cianidrico, il mercurio, alcuni metalli (Cromo, Selenio, Arsenico, Nichel, Piombo, Cadmio), gli ossidi d’azoto, le nitrosammine tabacco specifiche (NTS), senza farsi mancare il benzene.

Siccome buona parte delle sostanze chimiche prodotte dalla combustione del tabacco resta nelle cicche anche il “piccolo mozzicone” diventa un rifiuto pericoloso che improbabilmente può essere convertito in compost. In ogni caso rimane da apprezzare almeno questa originale forma di “raccolta differenziata”.

Ma in Italia? Come ci ricorda uno studio ENEA del 2010, di certo la materia prima non mancherebbe, con 72 miliardi di sigarette consumate ogni anno…

Aldo Ferretti

http://www.greenreport.it/_archivio2011/index.php?page=default&id=18982&lang=it

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