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05

feb
2013

In Pensieri in libertà

Perchè l’effetto serra non preoccupa

Se la CO2 fosse un rifiuto solido...

On 05, feb 2013 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Nei paesi economicamente più avanzati i principali problemi ambientali riguardano le emissioni di gas serra e la produzione dei rifiuti. In entrambi i casi, tecnicamente, sempre di rifiuti parliamo.
Quelli solidi hanno accesso a tutti i nostri sensi: vista, tatto, odore e anche udito, una volta che il camion della spazzatura arriva. Non è così per i gas serra. Essi sono al di fuori delle nostre capacità sensoriali e – per di più, smaltiti a costo zero. Stiamo semplicemente “scaricando la spazzatura gassosa nell’oceano d’aria sul fondo del quale viviamo” (Martin Steiner).

Nei paesi maggiormente “sviluppati” circa 500 kg di rifiuti sono prodotti per persona ogni anno, di cui il 50% è oggetto di raccolta differenziata (facciamo gli ottimisti). La produzione di gas a effetto serra è stimata invece in circa 10.000 kg/persona, 20 volte di più ma nessuno se ne accorge. Nessuna percezione, uguale nessun problema.

Immaginate di osservare qualcuno gettare un pacchetto di sigarette vuoto dal finestrino della macchina ogni due secondi. Questo continua per un minuto, uno ogni 33 metri per più di un chilometro, complessivamente 150 g. di rifiuti. La vostra indignazione su questo comportamento sarebbe notevole. Allo stesso tempo, la macchina ha però rilasciato 150 g. di CO2 per percorrere lo stesso chilometro. Siete altrettanto infastiditi? Certamente no: la CO2 è un rifiuto che non può essere visto o odorato e quindi non esiste nella nostra percezione. Questo vuol dire che se i gas serra erano rifiuti solidi avremmo già risolto il problema?

La CO2 non ci fa il favore di essere solida a temperatura ambiente, ma cerchiamo di immaginare l’esempio dell’auto con emissioni di CO2 solida. Naturalmente non potrebbe essere dispersa sulla strada, ma raccolta all’interno di un altro serbatoio, diciamo un grande posacenere. A ogni rifornimento di 50 litri di benzina, 130 kg di CO2-cenere avrebbero bisogno di essere smaltiti. Le stazioni di servizio avrebbero bisogno di contenitori di cenere di grandi dimensioni. Con la CO2 solida il numero delle discariche crescerebbe di 20 volte e forse qualcuno comincerebbe a preoccuparsi seriamente.

 Eppure c’è già stato qualche avvertimento nella storia recente, quando l’aria divenne irrespirabile e ciò costrinse le autorità a prendere seri ed urgenti provvedimenti, come nel caso del famoso smog (o fumo di Londra?) della capitale britannica del secolo scorso, quando il Governo varò il Clean Air Act. Il sistema di riscaldamento domestico venne cambiato rapidamente nella quasi totalità delle abitazioni (sostituendo il carbone con altre fonti energetiche), perché la gente poteva vedere sia il problema che i benefici di tale azione.

Ma oggi potremmo mai accettare di essere privati​​ dell’automobile? Certo che no. Saremmo disposti – per la protezione del clima – di ridurre drasticamente i voli aerei e non andare più in vacanza in posti lontani? No? Questo è esattamente il problema. Infatti il danno ambientale legato alla produzione di gas serra (cambiamenti climatici), a differenza dello smog cittadino, è  un danno futuro, non chiaramente definito e non localmente percepito (nei paesi sviluppati). Onestamente, chi in realtà è seriamente preoccupato delle inondazioni del Bangladesh o della scomparsa della barriera corallina?

 Ed ecco infine l’ultima considerazione. A differenza dei rifiuti solidi, i gas serra non possono essere riciclati o recuperati a fini energetici. L’idea di utilizzare CO2 estraendo energia dal carbone (carbonio) in essa presente  non funziona a causa delle sue proprietà. Certamente è possibile smontare la molecola di CO2, ma l’energia richiesta è maggiore dell’energia ottenibile dal rigenerato carbonio. La prevista Carbon Capture & Storage sotterranea degli impianti termoelettrici mostra che l’unica opzione è lo smaltimento. Già, alla fine trattiamo la CO2 come un normale rifiuto indifferenziato. Lo interriamo. Senza preoccuparci troppo di modificare i nostri stili di vita e di consumo

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