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28

feb
2013

In Pensieri in libertà

Facciamola per davvero la Seconda Repubblica

Le mie (modeste) proposte per una nuova stagione politica

On 28, feb 2013 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Troppo spesso sui giornali (e anche da molti esponenti di partito) si è sentito parlare di questi ultimi vent’anni come di “seconda repubblica” per distinguere il sistema politico attuale da quello antecedente Tangentopoli, il crollo del muro di Berlino, ecc.  Addirittura c’è chi si è spinto a inneggiare alla “terza repubblica”. Non sono ordinario di istituzioni di diritto pubblico o di diritto costituzionale, ma basta la mia laurea in scienze politiche per affermare, senza rischio di essere smentito, che in Italia siamo ancora nell’unica forma repubblicana mai esistita e prevista dalla sua fondazione, cioè dal 1948. Infatti le piccole modifiche alla nostra carta costituzionale via via succedutesi negli anni non configurano un nuovo assetto istituzionale tale da poter definire un passaggio dalla prima alla seconda o addirittura alla terza repubblica.

Detto questo, vista l’attuale situazione di crisi economica e morale del Paese e data l’ingovernabilità cronica riferibile alle istituzioni governative e parlamentari, specialmente a seguito dei risultati delle recentissime elezioni politiche, forse sarebbe veramente giunto il momento di darci una regolata e provare a cambiare, sia con leggi costituzionali, sia con leggi ordinarie, ma all’interno di un unico quadro riformatore, il nostro sistema politico che fa acqua da tutte le parti.

Ecco le mie modeste proposte, fatte però con una certa cognizione di causa:

A)     leggi di riforma costituzionale:

  • Riduzione del numero dei parlamentari: scendere a 350 Deputati e 100 Senatori;
  • Eliminare il bicameralismo perfetto, consegnando alla sola Camera dei Deputati la funzione legislativa ordinaria e di rapporto fiduciario con il Governo;
  • Relegare il Senato della Repubblica a funzioni di legislazione straordinaria, sempre in compartecipazione con la Camera (leggi costituzionali, approvazione di accordi e trattati internazionali, nomina degli organi costituzionali di competenza del Parlamento, leggi sulle autonomie locali, ecc.)
  • Attribuzione al capo del governo della qualifica di premier con funzioni di nomina e revoca dei ministri. Fissare in costituzione il tetto per il numero di ministri e viceministri, eliminando i sottosegretari.
  • Abolizione delle Province e di tutti gli organi amministrativi intermedi (Prefetture, ATO, ecc.)  trasferendone i poteri alle regioni e ai comuni (o unioni di comuni);
  • Fissare in costituzione un tetto massimo (legandolo al PIL) alle spese militari in tempo di pace e – parallelamente – un tetto minimo alla cooperazione internazionale allo sviluppo;
  • Inserire la legge elettorale per le elezioni politiche in costituzione, al fine di evitare che ogni nuova maggioranza parlamentare la modifichi a proprio piacimento. In particolare propongo di estendere il sistema elettorale dei comuni sopra i 15.000 abitanti a entrambi i rami del Parlamento.
  • Fissare un tetto  al numero dei consiglieri regionali, legando i seggi al numero di abitanti. Eliminare le regioni a statuto speciale (ormai anacronistiche).
  • Dividere inequivocabilmente la funzione inquirente da quella giudicante, istituendo due CSM e due funzioni separate, però entrambe indipendenti dagli altri organi costituzionali.

B)      Leggi di riforma ordinarie

  • Eliminare la legge sui rimborsi elettorali. Sostituire l’8 per mille alle confessioni religiose con il finanziamento pubblico ai partiti, che diventa volontario e detraibile per il contribuente. Le confessioni religiose,  pur continuando a beneficiarie di esenzioni e deduzioni fiscali per le sole attività di culto, si dovranno sostenere esclusivamente con contribuzioni volontarie dei propri credenti (anch’esse detraibili);
  • Stabilire i parametri minimi di abitabilità delle prigioni per garantire la dignità dei detenuti e incentivare forme di pena sostitutive alla carcerazione.  Non deve più esistere il concetto di sovraffollamento delle carceri;
  • Eliminare il numero chiuso alle università e abolire il valore legale delle lauree;
  • Abolire gli ordini e gli albi professionali  ma conservare l’esame di stato abilitante per alcune professioni;
  • Liberalizzare TUTTE le professioni, attività commerciali, artigianali, produttive, ecc. senza vincoli di residenza, orario, ecc.;
  • Estendere la responsabilità civile alle società sportive di professionisti e far pagare alle società i costi relativi all’ordine pubblico;
  • Abolire il patto di stabilità per i comuni e le amministrazioni pubbliche con i bilanci in attivo;
  • Estendere la responsabilità civile agli amministratori pubblici su danni cagionati alla collettività per atti illegittimi;
  • Rforma del sistema fiscale e lotta all’evasione, introducendo la detraibilità delle spese per i contribuenti (persone fisiche).
  • Abolire il voto ai residenti all’estero (se vuoi votare, paghi le tasse in Italia!).
  • Abolizione dell’elettorato attivo e passivo  e interdizione perpetua ai pubblici uffici per i condannati con sentenza definitiva passata in giudicato (per tutti i reati punibili con pene detentive).
  • Reintroduzione totale del reato di falso in bilancio e inasprimento delle relative pene.
  • Obbligo di affiancare al PIL, in tutti i documenti di finanza pubblica, un nuovo indicatore di sviluppo (esempio l’ISU – indice di sviluppo umano);
  • Legalizzare (non liberalizzare) le sostanze stupefacenti e la prostituzione (del resto abbiamo legalizzato le sigarette, l’alcool e il gioco d’azzardo… quindi la morale lasciamola a casa!)
  • Abolizione del canone Rai e trasformazione dell’azienda in fondazione pubblica, i cui vertici vengano nominati dal Capo dello Stato.
  • Unificazione delle tre forze di pubblica sicurezza in un unico corpo di polizia (una piccola forza di Carabinieri rimarrebbe solo come polizia militare), affidandone la gestione al  Ministero dell’Interno.
  • Abolizione del divieto di licenziamento nel pubblico impiego.
  • Introduzione per legge del limite massimo di 36 ore lavorative settimanali per tutti (pubblico e privato). Abolizione degli straordinari (lavorare meno per lavorare tutti).
  • Fissare a 70 anni, per tutti, i limiti massimi dell’età pensionabile (compresi i politici ed i professori universitari).  Divieto a chi è in pensione di fare attività lavorativa retribuita, anche come libero professionista. Rimodulare per tutti il sistema pensionistico su base contributiva e non retributiva (anche in modo retroattivo per pensioni superiori a 15oo euro mensili).
  • Introduzione di una tassazione maggiorata per i “baby pensionati”

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