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16

apr
2013

In Pensieri in libertà

Una risata li seppellirà

Ad un Capannorese il "Goldman Enrivonmental Prize 2013"

On 16, apr 2013 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Questo il lancio stampa di ieri: A un italiano il Nobel alternativo per l’ambiente. Rossano Ercolini, maestro elementare di Capannori (Lu), presidente di Zero Waste Europe, riceve a San Francisco il Goldman Enrivonmental Prize 2013. Dopo aver bloccato, insieme alla sua comunità, la costruzione di un inceneritore nella Piana di Lucca, oggi è tra i principali promotori del movimento “Rifiuti zero”.

Bene, la demagogia al potere! Cari Ercolini, Ciacci, Connet, e tutto il resto della banda: facile riempirsi la bocca con parole a effetto, come Rifiuti zero, decrescita felice, raccolta differenziata spinta, ecc. Tanto poi, proprio nella Virtuosa Capannori, non si costruiscono impianti (niente inceneritori, niente impianti di compostaggio, niente discariche, niente di niente) ed i rifiuti, anche se raccolti in maniera differenziata, vanno a smaltimento da qualche altra parte e qualche altra comunità si dovrà sorbire i rifiuti dei “virtuosi…”.

Anche se nella Virtuosa Capannori si raggiunge da anni una pregevole percentuale di raccolta differenziata, siete davvero convinti di aver trovato la soluzione al problema?

Già, perchè non spiegate che dagli impianti di compostaggio il 60-70% di quello che entra non è compostabile e finisce in discarica o nei termovalorizzatori?
Perchè non dite che nel processo di riciclo della carta si arriva anche a produrre il 50% di scarti (pulper e fanghi di cartiera) che vanno in discarica o nei termovalorizzatori?
E quanti sono gli scarti del processo di selezione del multimateriale? (chiedetelo alla Revet… e la risposta non vi piacerà).

E come al solito il dibattito si concentra sui rifiuti urbani… E gli speciali? Se il rapporto è di 1:3, dove vanno a finire i milioni di tonnellate di rifiuti prodotti dalle aziende? Neppure il Sistri è in grado di saperlo (infatti l’hanno tolto).

Insomma, vincere un premio sulla demagogia dei rifiuti non è proprio un bel traguardo ambientale. I problemi si risolvono con gli impianti, non con le chiacchere: e sono gli impianti, anche della Toscana, che consentono a molte regioni di non andare in emergenza rifiuti, come è successo a Napoli, Palermo e ultimamente anche a Roma. Ma proprio a Capannori, ogni volta che individuano una zona per costruire un impianto di compostaggio (già previsto e finanziato da anni) i vari comitati di cittadini alzano le barricate e la politica fa dietro front (chi di comitati ferisce, di comitati perisce…). E nel frattempo l’organico capannorese va sui camion ad essere trattato da un’altra parte. Se questo vuol dire essere virtuosi…

Lo stesso vale per il polo cartario della piana (uno dei più grandi d’Italia e d’Europa): dove vengono smaltiti le migliaia di tonnellate di fanghi e pulper? Da un ‘altra parte, perchè quando una grande azienda propose di costruire una centrale a biomasse che recuperasse i fanghi e producesse l’energia necessaria agli stabilimenti (e anche vapore, sempre indispensabile alle cartiere) ci fù la sollevazione popolare e politica. E la cartiera delocalizzò in Francia. Una bella vittoria di Pirro.

L’unica strategia rifiuti zero… è quella che da domani i sig.ri demagoghi smettano di tirare lo sciacquone del water (perchè poi i fanghi di depurazione dove li smaltiamo?). E smettano anche di produrre i loro quotidiani rifiuti. Che anche se differenziati, sempre rifiuti rimangono e qualcuno (qualcun altro, però…) deve trattare, in parte recuperare (anche sotto forma di energia, come dice la direttiva europea) e in larga parte smaltire in discarica.

E se da domani, rifiuti zero dovesse far rima con km zero, a Capannori, che fanno?

 

Aggiornamento del 13 maggio 2013

In questi giorni la notizia è stata ripresa da più parti e il sig. Ercolini ha già cominciato la sua tournèe in giro per l’Italia, accolto con il titolo di  “premio nobel per l’ecologia” . A parte il fatto che il premio Nobel per l’ecologia o per “l’ambiente” non esiste, ma poi il Nobel è una cosa seria…

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