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23

lug
2013

In Pensieri in libertà

Stasera mi ascolto una birra

Invece del vuoto a rendere o del riciclo, meglio le "Music bottle"

On 23, lug 2013 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Correva l’anno 1873 quando a Brema nasceva la Kaiserbrauerei Beck & May o.H.G. più nota come Beck’s, una dei più grandi birrifici del mondo. Appena  4 anni dopo, dall’altra parte dell’oceano, Thomas Edison brevettata il fonografo, cioè il primo strumento in grado di riprodurre musica (anche se tale invenzione fu del tutto casuale, in quanto lo scienziato stava lavorando su altre due innovazioni: il telegrafo e  il telefono). Un secolo e mezzo dopo, la birra e la musica tornano di nuovo a legarsi in un binomio sempre più inscindibile. E’ ben noto che gli investimenti pubblicitari dei grandi marchi produttori di alcolici tendono sempre più a sposare il mondo dell’arte, dei concerti, dei festival ed è in quest’ ottica che sicuramente  la Beck’s ha deciso di dotarsi di una propria casa discografica. Per lanciare questa nuova etichetta musicale ha rispolverato proprio il fonografo di Edison, o meglio il cilindro utilizzato per riprodurre le canzoni (al tempo il vinile non era ancora stato inventato – né tantomeno il CD –  e la musica veniva incisa su cilindri di vetro o di celluloide, guarda caso dello stesso diametro di una bottiglia di birra da 33 cl).

Ecco quindi che la classica, verde, bottiglia di birra Beck’s supera il suo status di mero imballaggio (riciclabile ma non riusabile, in quanto con queste bottiglie non si pratica il vuoto a rendere) per diventare anche un disco, da conservare con la stessa cura (e feticismo) dei normali supporti audio. E stante la gerarchia dei rifiuti (ai sensi della direttiva europea 2008/98/CE) questo diventa un notevole passo in avanti nelle politiche di riduzione nella produzione di rifiuti. Infatti è sicuramente più vantaggioso riusare un prodotto (in questo caso infinite volte) che riciclarlo. Ed in ogni caso, se e quando la “bottiglia musicale” si dovesse rompere, essendo di vetro al 100%, potrà essere riciclata interamente, a differenza dei  dischi di vinile o CD-DVD che attualmente, se inutilizzabili, finiscono tra i rifiuti indifferenziati (in quanto non riciclabili).

La bottiglia musicale nasce in collaborazione tra Creative agency shine e Gyro constructivist di Auckland che hanno utilizzato un tornio guidato da una testina di registrazione attraverso un software speciale, ma a livello pratico si usa lo stesso procedimento originale di Edison. I cilindri musicali storici sono oggi dei pezzi di antiquariato (furono prodotti fino al 1909, quando furono soppiantati definitivamente dai 78 giri, in gommalacca, a loro volta sostituiti dal vinile nel  1946).

Ad oggi Beck’s non ha intenzione di produrre su larga scala le “bottiglie musicali” ma non è escluso che questa che era un’idea di puro marketing possa invece avere dei “seguaci più coraggiosi” e trasformarsi in una solida realtà.  E niente vieta che la stessa visione possa essere sposata dagli italici produttori di vino: stasera mi bevo un pregiato sangiovese e poi mi ascolto la Traviata…

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