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21

ago
2013

In Le mie pubblicazioni

Le foreste europee vicino al punto di saturazione?

Si assottiglia un importante bacino d’assorbimento per i gas climalteranti

On 21, ago 2013 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

Le foreste europee stanno raggiungendo il punto di saturazione di assorbimento di carbonio, almeno stando ai risultati dello studio appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature”. Dal 2005, la quantità di CO2 atmosferica assorbita dalle piante del vecchio continente sta rallentando. Scrivendo su Nature Climate Change, i ricercatori affermano che questo è stato il risultato combinato della diminuzione della massa degli alberi, la generale deforestazione e l’impatto diffuso dei disturbi naturali.

Lo stoccaggio di carbonio delle foreste, attraverso la fotosintesi, ha un ruolo chiave nel ciclo globale del carbonio e per questo la silvicoltura viene promossa dal Cdm (Clean Development Mechanism) e dal protocollo di Kyoto come un modo per compensare l’aumento delle emissioni di gas climalteranti in atmosfera.

Scrivendo nel loro articolo, gli scienziati hanno detto che le foreste del vecchio continente si stavano riprendendo in questi ultimi decenni, dopo secoli di declino dello stock a causa della deforestazione, ma a partire dal 2005 si sta osservando un’inversione di tendenza, evidenziata da tre punti chiave:

«In primo luogo, il tasso di incremento del volume dei fusti (di singoli alberi) è in calo, in secondo luogo, l’uso del territorio si sta intensificando, determinando così la deforestazione (e le perdite di carbonio associate), terzo, i disturbi naturali (ad esempio gli incendi) sono in aumento e, di conseguenza, le emissioni di CO2».  Uno degli autori dello studio,  Gert-Jan Nabuurs della Wageningen University (Olanda), ha detto a BBC News: «Vediamo tutto questo come i primi segni di una preoccupante saturazione nel processo di cattura e stoccaggio naturale della CO2 da parte delle piante».

Il ciclo del carbonio è il processo attraverso cui il carbonio – essenziale per la vita sul pianeta – è gestito tra terra (geosfera e biosfera terrestre), mare (idrosfera) e l’atmosfera. Lo stoccaggio di questo elemento si riferisce alla capacità dei componenti chiave nel ciclo (come il suolo, oceani, rocce e combustibili fossili) di immagazzinare carbonio, impedendo che venga liberato eccessivamente in atmosfera (il che comporterebbe l’aumento dell’effetto serra ed il surriscaldamento del pianeta). Ma il problema è legato anche ad una sproporzionata presenza di carbonio allo stato libero nei suoli o negli oceani, in quanto altererebbe troppo questi ecosistemi.

Nabuurs ha spiegato che il punto di saturazione in cui sono arrivate le foreste europee  è dovuto principalmente al fatto che queste non sono più in grado di tenere il passo dello “sviluppo” e di assorbire il carbonio atmosferico aggiuntivo rilasciato sempre di più dalle attività umane. Le emissioni sono aumentate molto negli ultimi dieci anni, soprattutto attraverso la crescita delle economie emergenti, in paesi come la Cina, l’India e il Brasile.

Le conclusioni del ricercatore sembrano contraddire la Relazione sullo stato delle foreste in Europa nel 2011, che aveva dimostrato come la copertura forestale nel nostro continente aveva continuato ad aumentare. Il rapporto affermava che gli alberi coprono quasi la metà della superficie europea ed hanno assorbito circa il 10% delle emissioni annuali di gas serra in Europa.

Ma il ricercatore olandese ha detto che il tasso di rimboschimento sta rallentando, aggiungendo che una percentuale significativa delle foreste sono ormai mature, che sono state piantate soprattutto nella prima parte del XX secolo o nel periodo post-seconda guerra mondiale. «Queste foreste hanno ormai raggiunto 70-80 anni e si avvia una fase della vita di un albero in cui il tasso di crescita comincia a decrescere», ha spiegato. «Così si dispone di grandi aree di bosco vecchio e anche se si aggiungono aree relativamente piccole di nuove foreste, queste non compensano la perdita del tasso di crescita nelle vecchie«.

Tuttavia, boschi maturi sono stati riconosciuti come un habitat fondamentale per la biodiversità e per la conservazione delle specie viventi. Sarà questo sufficiente a portare i decision maker  ad adottare scelte sostenibili? «Questa è davvero una grande sfida – ha precisato Nabuurs – Sono necessarie le vecchie foreste in Europa e certamente ne abbiamo bisogno, specialmente in alcune regioni, all’interno di habitat di grande pregio. Ma in altre aree, forse è il momento di concentrarsi maggiormente sulla produzione continua di legno e ringiovanire ancora le foreste. Questo sembra essere il modo ottimale per affrontare sia la necessità di prodotti di legno sia il mantenimento di un bacino di carbonio nelle foreste in crescita».

Aldo Ferretti

 

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