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30

set
2013

In Le mie pubblicazioni

Gli zombie esistono: basta guardarli al microscopio

Pubblicati su Science i risultati di una ricerca sugli interferenti endocrini, utilizzati negli allevamenti

On 30, set 2013 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

Una ricerca appena pubblicata su Nature evidenzia come gli interferenti endocrini possono essere di gran lunga più diffusi nei laghi e nei fiumi di quanto si pensasse: scienziati ambientali statunitensi hanno scoperto che, anche se questi composti sono spesso degradati dalla luce solare, possono rigenerarsi durante la notte e ritornare alla vita come degli zombie.

Ma che cosa sono gli interferenti endocrini? Come ci ricorda Wikipedia, «con il termine interferenti endocrini e distruttori endocrini ci si riferisce ad una vasta categoria di sostanze principalmente – ma non solo – di origine artificiale, che sono in grado di legarsi come agonisti o antagonisti ai recettori di vari ormoni, ad esempio ai recettori degli ormoni steroidei o degli ormoni tiroidei, o eventualmente interferire in vario modo e tramite differenti meccanismi, con sintesi, secrezione, trasporto, legame, azione, ed eliminazione degli stessi negli organismi viventi. Questi composti possono provocare gravi danni agli organismi esposti, spesso non immediatamente percepibili […] Fra queste sostanze si ricordano: idrocarburi policiclici aromatici, benzene, diossina, ftalato, perfluorato».

L’ingegnere ambientale Edward Kolodziej dell’università del Nevada a Reno co-autore della ricerca afferma: «Il presupposto fino ad oggi era che, se queste sostanze si degradano, non ci dobbiamo preoccupare. Ma noi abbiamo sottovalutato la loro persistenza ambientale».

«Le valutazioni del rischio sono state costruite sulla base del fatto che l’esposizione alla luce è sufficiente per abbattere questi composti – aggiunge Laura Vandenberg, endocrinologo presso l’Università del Massachusetts ad Amherst, che non è stata coinvolta nello studio – Questo lavoro rimette invece tutto in discussione».

Kolodziej e il suo collega David Cwiertny, un ingegnere ambientale presso la University of Iowa, ha deciso di scoprire se i prodotti di decomposizione di interferenti endocrini potrebbero rafforzare il loro impatto ambientale. Il team di ricerca si è concentrato sull’acetato di trenbolone, uno steroide anabolizzante sintetico utilizzato come fattore di crescita in più di 20 milioni di bovini negli Stati Uniti ogni anno (ma questa pratica è vietata nell’Unione europea). Il bestiame metabolizza lo steroide in composti come 17α-trenbolone, un potente interferente endocrino che si trova comunemente in agricoltura nelle acque di dilavamento. Nei test di laboratorio, poche decine di nanogrammi di questi composti per litro possono interdire rapporti sessuali e diminuire la fertilità nei pesci. Eppure i produttori hanno sempre sostenuto che questi metaboliti non comportano rischi nei fiumi perché la luce del sole li rompe rapidamente (spezzandone i legami chimici).

Kolodziej e il suo gruppo hanno sottoposto varie soluzioni di composti 17α-trenbolone a  diversi cicli di luce e buio in laboratorio. Anche se le concentrazioni sono diminuite durante il giorno simulato, gli scienziati sono rimasti sorpresi nel vedere che i livelli ri-aumentavano durante i periodi bui. A pH neutro e a 25ºC ci sono voluti circa cinque giorni per rigenerare il 60% di un campione di 17α-trenbolone dai suoi prodotti di degradazione. Temperature più elevate o condizioni leggermente acide o alcaline acceleravano questo processo.

«Non ho mai visto niente di simile», sottolinea Vandenberg e spiega come i biologi, nelle loro campagne di monitoraggio, di solito raccolgono campioni di acqua durante il giorno e i prelievi raramente riportano pH e temperatura dei campioni di acqua, il che potrebbe influire non poco nel determinare le reali concentrazioni di agenti contaminanti nei corsi d’acqua. «Non credo che nessuno abbia mai pensato a quanto potrebbe essere importante», dice la biologa.

I ricercatori  hanno sperimentato lo stesso processo di rigenerazione in campioni di acqua prelevati sia dal fiume Iowa sia da uno stagno di prova seminato con letame di bovini che erano stati trattati con trenbolone acetato. Hanno notato che anche altri steroidi con strutture chimiche simili possono rigenerarsi nello stesso modo, anche il dienogest, un contraccettivo orale, e il dienedione, un illecito steroide anabolizzante. Anche i risultati di questo ulteriore studio sono stati pubblicati su Science.

Aldo Ferretti

http://www.greenreport.it/news/inquinamenti/gli-zombie-esistono-basta-guardarli-al-microscopio/

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