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10

ott
2013

In Le mie pubblicazioni

L’eolico e il vento che svegliò la bella addormentata nel bosco

On 10, ott 2013 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

Gli attivisti anti-vento sono molto irritati, per non dire arrabbiati, che le foreste rese celebri dalle favole dei fratelli Grimm siano tra i possibili bersagli per l’installazione di nuove turbine eoliche.  Per la prima volta nella storia tedesca hanno formato un gruppo di opposizione nazionale per contrastare l’espansione di questa fonte di energia, poiché, dicono, la crescita dei parchi eolici danneggia le foreste e il turismo in tutto il paese.

La Germania ha intrapreso una massiccia espansione delle energie rinnovabili a seguito del disastro nucleare di Fukushima nel 2011. Il governo della cancelliera Merkel ha deciso di eliminare gradualmente le centrali atomiche più rapidamente rispetto a quanto previsto dai precedenti piani e viceversa ha aumentato le opportunità per la produzione di energia da fonti rinnovabili.

Con i prezzi garantiti per 20 anni grazie a tariffe incentivanti stabilite dalla legge, i parchi solari, gli  impianti a biogas e i parchi eolici si sono moltiplicati. Ora ci sono 1,3 milioni di piccole cooperative e aziende a conduzione familiare che forniscono “energia pulita” alla rete tedesca. La Energiewende  è stata una politica di notevole successo, con il 22% di energia elettrica in Germania generata da fonti rinnovabili nel 2012 (che quindi ha già centrato, con 8 anni di anticipo, gli obiettivi fissati dalla Commissione Europea). Il vento ha svolto un ruolo importante in questo cambiamento, e la popolazione è stata generalmente favorevole, nonostante la rapida crescita dei costi delle bollette energetiche.

Ad oggi, la maggioranza delle 23.000 turbine eoliche nel paese sono state costruite nelle parti pianeggianti a est e nord del paese. Ma ora al centro delle politiche di espansione di questa preziosa fonte rinnovabile  ci sono le aree della foresta nera e le lussureggianti colline verdi nelle zone centrali e meridionali della Germania, tipici paesaggi da cartolina. Una di queste regioni è il Rheinhardswald, nella parte settentrionale dello stato di Hesse. Questa è la casa dei magici racconti della Bella Addormentata (nel bosco), Rapunzel e altri personaggi resi famosi dai libri dei fratelli Grimm.

Questo tranquillo luogo scenico è una calamita per i turisti provenienti da tutto il mondo. Ma ora ci sono anche piani per costruire fino a 200 turbine sulle colline circostanti . «Non è perché questa è la zona della Bella Addormentata», dice alla BBC Ann-Kathrin Blankenberg, studentessa di dottorato di ricerca e una delle più accanite oppositrici dei piani. «Voglio il movimento verde, voglio la tecnologia verde, io non voglio il nucleare – ma le turbine dovrebbero essere fatte nel modo giusto e non distruggendo la foresta. Abbiamo una foresta speciale qui, molto antica, e solo alcune specie vivono in questa zona e sono in pericolo a causa delle turbine».  Gli attivisti sostengono che mettere turbine eoliche in questo settore non ha senso. Le velocità del vento sono basse, e la zona è sede di alcuni uccelli molto rari tra cui la cicogna nera, specie a rischio di estinzione.

In tutta la Germania stiamo assistendo ad un serrato contraddittorio tra verde contro verde: il potenziale danno alle risorse naturali dalla costruzione di turbine sembra essere la più grande preoccupazione per gli antagonisti. Circa  170 gruppi regionali si oppongono all’energia eolica e hanno ormai formato una organizzazione nazionale chiamata Vernunftkraft, per combattere l’espansione delle turbine. Stanno cercando di ottenere un numero sufficiente di firme su una petizione per costringere il Parlamento tedesco a ridiscutere il futuro dell’Energiewende, in particolare i sussidi per l’energia eolica.

Alcune delle persone coinvolte ritengono addirittura che, a differenza dell’energia solare, che è stata installata da diverse famiglie, i parchi eolici siano investimenti essenzialmente speculativi. Comunque, se da un lato i manifestanti stanno diventando un movimento sempre più organizzato, dall’altro rappresentano ancora una parte relativamente piccola della società. I sondaggi continuano a mostrare un ampio sostegno politico per il progressivo passaggio da energia da fonti fossili a quelle rinnovabili, e sono anche favorevoli alla diffusione dell’energia eolica. Vi è una generale e diffusa convinzione che gli oppositori del vento siano affetti dalla sindrome “NIMBY”, e che si lamentino solo perché le turbine vengono installate nelle loro aree locali.

Guenter Koseck, il proprietario del castello di Sababurg – che è noto per essere stato identificato come la casa della principessa addormentata – dice nella stessa intervista alla BBC che invece questa non è una battaglia ideologica. «Questa zona è di proprietà dello Stato, quindi se installano turbine qui è solo perché è il posto più facile e meno costoso per le localizzazioni, e non perché è la zona più efficiente. Non ho nulla da obiettare sul fatto che è necessario passare all’energia verde e che questa deve essere situata pur in qualche luogo. Se non ci fossero dubbi,  avrei accettato anche qui, ma ci devono fornire gli argomenti giusti».

Ma Hans-Josef Fell, il deputato verde spesso chiamato il padre della tariffa feed-in che nel 2000 è stato l’autore della bozza della legge Renewable Energy Source, non usa mezze parole contro gli oppositori del vento, definendoli come piccoli gruppi aggressivi: «Loro non si preoccupano di condurre una discussione onesta, perché vogliono vietare una turbina eolica nel giardino di casa. Loro non riconoscono il fatto che, così facendo, altre persone hanno a che fare con le conseguenze di una miniera di carbone a cielo aperto o lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi».

Aldo Ferretti

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