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21

ago
2014

In Pensieri in libertà

Se anche l’energia solare …

Non esistono soluzioni a impatto zero

On 21, ago 2014 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Prima notizia ANSA: il fotovoltaico. Dopo anni di eccessi produttivi che hanno portato al crollo vertiginoso dei prezzi e alla chiusura di diverse fabbriche, i pannelli fotovoltaici potrebbero a breve non bastare per soddisfare la crescente domanda. Lo evidenzia Bloomberg New Energy Finance, secondo cui l’insufficiente disponibilità di moduli potrebbe verificarsi l’anno prossimo.  In base all’analisi, le nuove installazioni mondiali potrebbero raggiungere i 52 GW nel 2014 e i 61 GW nel 2015, rispetto ai 40 GW del 2013. L’industria globale ha una capacità produttiva annua di 70 GW, ma tolte le linee produttive obsolete si scende a 59 GW, inferiori alla domanda attesa nel prossimo anno. Ma il punto cruciale è che i pannelli fotovoltaici (e le strutture di servizio) non sono costruiti con l’aria, non piovono dal cielo. Sono tutti impianti che utilizzano materie prime, alcune relativamente disponibili, come il silicio, altre molto più rare (esempio i conduttori). Tutte materie che devono essere estratte, raffinate, esportate/importate (su larghe distanze), processate e assemblate, con tutto il conseguente impatto ambientale che ne consegue.

Seconda notizia ANSA: il solare termodinamico. Centinaia di uccelli stanno letteralmente andando a fuoco ogni giorno nei cieli sopra il deserto Mojave della California, “catturati” dai raggi e dai riflessi di quello che è considerato uno dei fiori all’occhiello dell’industria dell’energia pulita: il mega-impianto solare ‘BrightSource’ – inaugurato solo a Febbraio scorso – sta ora scatenando proteste e allarme proprio tra i più strenui difensori dell’ambiente che ne chiedono la chiusura.  Situato vicino al lago Ivanpah in prossimità del confine tra California e Nevada, l’impianto da 2,2 miliardi di dollari è il più grande al mondo ad usare le cosiddette ‘torri energetiche solari': più di 300.000 specchi, ognuno della dimensione di una porta di garage, riflettono i raggi del sole in tre mega-cisterne alte come un edificio di 40 piani. L’acqua all’interno viene così scaldata e produce vapore, che viene trasformato in energia elettrica per ben 140.000 case. Ma la luce degli specchi sta causando l’inatteso “effetto collaterale”: l’uccisione in massa degli uccelli tanto evidente che gli investigatori di varie associazioni per la protezione della natura hanno chiesto allo stato della California di bloccare l’impianto.

Morale della favola: nessuno mette in dubbio che l’energia da fonti rinnovabili, come quella del sole, sia da preferire e incentivare rispetto all’utilizzo dell’energia da fonti fossili. Però è anche evidente che non esiste una soluzione “IMPATTO ZERO”.  Il mondo, per come lo conosciamo oggi, non potrebbe esistere e svilupparsi senza energia e per produrla ci sarà sempre un prezzo (ambientale) da pagare. Lo stesso ragionamento vale anche per la produzione dei rifiuti. Come dice un vecchio adagio, “non esistono pasti gratis…”

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