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16

ott
2014

In Pensieri in libertà

Il debito pubblico, questo sconosciuto

Tutti sanno che esiste ma in pochissimi lo sanno spiegare

On 16, ott 2014 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

Il debito pubblico italiano continua  a crescere a ritmi serrati e sembra non conoscere il fondo. Da decenni si parla in Tv, sui giornali, sui blog  ed al bar di come riuscire a sanare questo divario tra entrate e uscite nel bilancio statale.  Eppure se poi chiedi a qualcuno di spiegare cos’è il debito pubblico, ecco che la risposta, sovente è: “si sono mangiati tutto i nostri cari politici…”.

Già, la colpa è dei politici, non c’è dubbio, in quanto chiamati a amministrare la macchina pubblica, dal più piccolo comune al più grande ministero.  Però i politici sono portatori di determinati interessi,  espressione del blocco sociale che li ha eletti. E qui casca l’asino. Infatti sono in molti, i cittadini e le imprese, che non hanno battuto ciglio quando si intravedeva la possibilità di fare condoni, concordati e scudi fiscali. Cioè riuscire in qualche modo a eludere o peggio ancora evadere le tasse. Cercando di non pagare pegno, almeno dal punto di vista penale.  E se le tasse vengono evase con questi ritmi e intensità, la macchina statale funzionerà sempre peggio.

Lo stesso vale quando si inneggia tutti alle riforme, quando si reclama l’efficienza della PA,  quando si pretendono i tagli alla spesa pubblica. Poi però quando la forbice arriva a colpire il proprio settore, ecco allora che si parla di attentato ai diritti acquisiti, ed ecco scioperi, agitazioni, proteste.

Tutti vogliamo la pensione, dopo anni di duro lavoro, ma sappiamo tutti che c’è stato chi usufruisce di assegno INPS dopo appena 18 anni sei mesi e un giorno di lavoro (le cosiddette baby pensioni) e chi dopo 35 ancora non vede ancora  l’orizzonte del suo meritato riposo.  Poi sono milioni le persone che sono andate in pensione con il sistema retributivo invece che con quello contributivo, per cui noi oggi paghiamo la lauta pensione a chi non ne avrebbe maturato, dal punto di vista contabile, il diritto.

Tutti vorremmo strade, scuole, ospedali efficienti ma questo comporta un aumento della spesa pubblica, che non è compensato da un simmetrico aumento di tassazione (solo da poco si comincia a pensare al pareggio di bilancio, ma solo perché ce lo impongono i vincoli di adesione alla UE).   E quando lo stato va a caccia di evasori,  o pretende quello che gli spetta, ecco che la gente se la riprende con Equitalia invece che con chi ha provato a fare il furbo.

Tutti cerchiamo lavoro ma sempre meno per via ufficiale o per merito, e sempre più per scorciatoie e raccomandazioni, per cui nei posti chiave a volte ci sono degli emeriti incapaci (ma con l’amicizia giusta).

Tutte queste cose contribuiscono al debito pubblico. E non è solo colpa di chi ci ha governati. Per questo non scenderà mai.

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