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16

feb
2015

In Pensieri in libertà

La famosa società civile

Ecco quello che succede quando i “cittadini” entrano in Parlamento

On 16, feb 2015 | No Comments | In Pensieri in libertà | By aldo

 

 

Sempre più spesso si assiste a liti memorabili tra politici. E non solo nei talk show televisivi, sempre più inguardabili e dove è praticamente impossibile ascoltare un dibattito senza che qualcuno alzi la voce, offenda, o se ne vada a metà trasmissione indispettito. Da qualche tempo le risse avvengono anche nei luoghi sacri delle istituzioni, come le aule parlamentari. Questo perché da qualche anno i partiti e i movimenti politici fanno a gara a portare in Parlamento i cittadini, la “gente”, il popolo. Iniziò la Lega, dopo mani pulite, che non avendo una base storica e godendo di un inaspettato successo elettorale, si ritrovò ad eleggere decine di padani che hanno fatto la storia della satira, oltre che rendersi responsabili  di quelle vergognose immagini di onorevoli che mangiavano mortadella o che sfoggiavano cappi tra i banchi di Montecitorio. Poi anche i partiti più strutturati, per frenare l’emorragia dei voti,  cominciarono a candidare sempre meno i propri quadri dirigenti e riempire sempre più le liste di indipendenti e cittadini “espressione della società civile”.  Da allora, ammettiamolo, il dibattito politico e parlamentare è scaduto, è arrivato a un livello inaccettabile per un Paese che vorrebbe essere la settima potenza economica mondiale.  Ma non si sono più fermati e dalle volgarità vocali,  passando per urla e striscioni da stadio, sono arrivati anche alle aggressioni fisiche vere e proprie.

Non è che negli anni ‘60 e ‘70 mancasse l’astio politico, ma le risse e le scazzottate le facevano fuori dalle istituzioni. Fascisti e comunisti se le davano di santa ragione nelle piazze, ma Almirante e Berlinguer mai si sarebbero sognati di mancarsi di rispetto, almeno in pubblico.  Oggi invece i rappresentanti del popolo, i cittadini onorevoli,  non fanno neppure più vergognare, del resto sono lo specchio della società che li ha eletti. Per assurdo la rissosità si è trasferita dalle piazze alle aule parlamentari e la società civile si limita a osservare e commentare a suon di I like su Facebook.  

Per favore, “arridatece le Frattocchie”.

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