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13

apr
2015

In Le mie pubblicazioni

Usa e rinnovabili, Obama punta (anche) sulla geotermia

On 13, apr 2015 | No Comments | In Le mie pubblicazioni | By aldo

La Casa Bianca ha varato un ordine esecutivo, un vero e proprio atto legislativo, (Executive Order “Planning for Federal Sustainability in the Next Decade) dal titolo “Pianificazione federale sulla sostenibilità nel prossimo decennio”, che rilancia l’utilizzo delle pompe di calore geotermiche (GHP) come tecnologia in grado di aiutare il governo federale a ridurre le emissioni di gas serra del 40% nei prossimi dieci anni, a partire dai livelli del 2008. Il “decreto” impone al governo federale di attuare una politica tesa ad aumentare di almeno il 30% la quota di energia elettrica da fonti rinnovabili consumata dalla macchina statale, oltre che aumentare l’efficienza energetica degli edifici governativi, anche grazie all’utilizzo di energia geotermica. L’ordine presidenziale prevede anche un taglio del consumo di carburante negli autoveicoli governativi e una riduzione dell’uso dell’acqua negli edifici federali.

Le pompe di calore geotermiche (GHP- Geothermal Heat Pumps), sono state utilizzate negli USA a partire dalla fine degli anni ’40 ma solo recentemente hanno cominciato ad essere utilizzate su larga scala. Ad esempio la Ball State University di Muncie, Indiana, le utilizza dal 2009 in modo strategico: i circa 50 edifici del campus universitario costituiscono – grazie ai circa 3600 pozzi geotermici a bassa entalpia – il più grande distretto geotermico al mondo servito da un sistema energetico geotermico chiuso.

«Siamo estremamente lieti che la Casa Bianca abbia citato esplicitamente le pompe di calore geotermiche parlando di energie rinnovabili – ha detto Doug Dougherty, presidente di Geothermal Exchange Organization (GEO) in un’intervista al Washington DC News – Tutti i 50 stati dell’Unione dovrebbero seguire l’esempio federale e riconoscere le GHP non solo per la loro efficienza, ma per l’energia rinnovabile che producono dalla terra, riducendo i carichi termici degli edifici».

Dal momento che il governo federale è il più grande consumatore di energia nella nazione, le riduzioni delle emissioni federali e il progresso in tutta la catena di approvvigionamento avranno evidentemente ampi impatti. Con un patrimonio che comprende 360.000 edifici, 650.000 veicoli del parco macchine e 445.000 milioni di dollari spesi ogni anno in beni e servizi, le azioni del governo federale per ridurre l’inquinamento, sostenere le fonti rinnovabili e gestire in modo più efficiente il proprio patrimonio immobiliare, può avere un impatto significativo sulle emissioni nazionali.

In particolare, l’Ordine Esecutivo indirizza le agenzie federali a:

  • Portare al 25% la percentuale di fabbisogno energetico (elettrico e termico) soddisfatto da fonte rinnovabile entro il 2025.
  • Ridurre il consumo di energia negli edifici federali del 2,5% l’anno tra il 2015 e il 2025.
  • Ridurre entro il 2025 le emissioni di gas serra per-miglio del parco auto federale del 30% a partire dai livelli del 2014 e aumentare la percentuale di emissioni zero inserendo veicoli ibridi nelle flotte federali.
  • Ridurre i consumi dell’acqua negli edifici federali del 2% all’anno fino al 2025.

«Il fatto che le pompe di calore geotermiche siano state ufficialmente riconosciute come fonte di energia pulita in un ordine esecutivo del Presidente è una grande vittoria per il settore GHP – ha detto Dougherty – Le GHP sono facilmente applicabili, riducono i costi energetici e le emissioni di gas climalteranti per tutti gli edifici federali della nazione».

Aldo Ferretti

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